Ciao Federica,
hai ragione sul finale, inizialmente era un altro, in pratica finiva con… (scritto nella mail di risposta )… ma con la consapevolezza di aver fatto un passo dentro se stessi. Finiva proprio così, sicuramente molto più reale e adatto per qualche premio letterario

)), dicono così quando un romanzo rispecchia meglio il quotidiano.
Poi ho fatto una cosa che uno scrittore serio (infatti non lo sono) non dovrebbe fare (e forse che una casa editrice grande avrebbe corretto), mi sono affezionato troppo ai personaggi, a quei tre stronzetti, e quel maledetto orizzonte confine tra cielo e mare, essenza del sogno, mi ha spinto a sceneggiare una forte rivincita, tutto e di più.
Il sogno ha preso il sopravvento (finale troppo americano in questo senso???!!!).
Una rivincita fuori dall'Elba però, perchè in quel periodo mi soffocava come le persone, ma guarda caso in un'altra isola dove il confine è lo stesso, l'orizzonte, quella parte definita e visibile agli occhi, ma raggiungibile solo con la fantasia… dove la fuga è sempre il sogno.
I tre bastardelli hanno intrapreso un viaggio, il loro viaggio, il loro sogno… e poi chissà se non torneranno sulla loro prima isola, magari dopo una decina di anni.
Porto Azzurro lo troveranno cambiato, senza la nava che attracca, le telecamere in tutto il paese, le fontane che "allagano" il lungomare, la piazza maculata in cotto manco fosse Siena, le oasi in mezzo con le palme di trenta metri, il monte quasi senza la croce e la gente, sempre la stessa, e i ruoli sempre gli stessi ... e loro???.
Forse ho voluto troppo bene a Emilio, Alfio e Muzio, anche perchè hanno vissuto qualcosa che cercavo anche io, un mio sogno, e li ho caricati di certe “mie cose” pur distribuendole sui personaggi.
Ancora oggi non me lo spiego il cambio di registro sul finale, effettuato in corsa mentre scrivevo, invece di mettere la parola fine, ho cambiato mezzo capitolo e ne sono usciti degli altri.
Quello che avevo definito nella mia testa in maniera naturale si è trasformato.
Però credo ne uscito un finale altrettanto “cercato e voluto” (sono di parte), comunque a cui tengo, così a sentir qualcuno la parte dell'addio al paese di Emilio è quella che colpisce di più, quando parte e ripercorre le vie del paese e la sua infanzia... un punto di partenza spero del nuovo romanzo, qualche capitolo è già scritto.
Grazie Federica della critica, i ricami non mi sono mai piaciuti e generalmente stuccano.
Federico