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 Oggetto del messaggio: Critica Spietata Su Un Libro Letto d’un Fiato... di Allori F
MessaggioInviato: lun dic 07, 2009 11:24 pm 
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Il 14/09/2009 dopo circa tre anni e mezzo dalla pubblicazione mi è arrivata una mail di una ragazza elbana, Federica Allori, che parlava del romanzo "L'isola"... ammetto che mi ha fatto molto piacere.
Federica l'ho conosciuta al Cavo (anche se di vista non era "nuova"), in occasione della presentazione di "Sogni e dintorni" assiepata tra le circa 9 persone presenti :lol: .



Critica Spietata Su Un Libro Letto d’un Fiato...

di Federica Allori

Mi ricordo la prima volta che ho visto il libro L’Isola… Era appena uscito e per caso mi trovavo a Porto Azzurro in libreria e l’ho completamente snobbato, ero esausta dell’Elba, soffocavo sull’isola in quel periodo e non ne volevo sapere niente.. Mi sembrava non ci fosse niente di bello da dire su questo scoglio e la copertina del libro in questione, con le sbarre e i colori che separano le zone dell’Elba, (colori spietati come i km che da Cavo ogni santa volta faccio in opposta direzione per ogni minima necessità) non mi ispirava niente di positivo.
Così questo breve incontro in libreria è finito nel dimenticatoio, fino a tanti anni dopo, una sera prima di partecipare al DeAndrèDay, il presentatore della serata, nonché autore del libro in questione, arriva a Cavo per la sua nuova opera Sogni..
(Premetto che, passato questo lungo tempo, il mio amore per l’Elba è adesso viscerale, dopo aver vissuto per anni in un’altra isola un po’ più grande, sono tornata qui nella terra che mi appartiene e che a gran voce mi reclamava!)
Questa volta l’impatto con L’Isola e la sua temuta copertina ha un effetto nettamente opposto, già averlo tra le mani lo sentivo come qualcosa di prezioso, nella borsa il suo peso mi dava sicurezza e una volta arrivata a casa non vedevo l’ora di leggerlo.
Ma ho aspettavo diversi giorni ad iniziarlo, perché sapevo che l’avrei divorato e mi sono forzata di leggerlo poco alla volta.
Già dalle prime pagine mi sono affezionata a quei personaggi che volevo avere per compagni per un tempo più lungo possibile.
La storia parte in modo scoppiettante e anch’io mi sento coinvolta nelle varie (dis)avventure del protagonista Emilio.
In diverse situazioni che si presentano nel libro, intuisco la solitudine e il disadattamento tipico di chi odia l’Elba ma non riesce ad andarsene, ma allo stesso tempo tutto è indirizzato ad una svolta che arriva con la determinazione e con l’amicizia dei protagonisti, di quelle con la A maiuscola!
Mi è piaciuta molto la prima parte e i riferimenti puramente casuali mi hanno fatta sorridere.. una scena che non scorderò facilmente: Alfio che corre (per mettere in salvo lui o i soldi?) con l’accappatoio ancora in fiamme..!!
L’ultima parte del libro, invece, mi ha dato da pensare parecchio, tutto si è risolto in poche pagine, tutta la situazione ingarbugliata del poliziotto morto, i soldi rubati, gli amici lontani, etc.. tutti i tasselli sono andati a posto, quasi in un batter d’occhio..
Ognuno dei personaggi ha trovato la sua dimensione di coppia, di lavoro, di sistemazione, etc..in un tempo quasi dalla sera alla mattina della serie etuttivisserofeliciecontenti ; e questo finale non mi è piaciuto: l’ho trovato troppo facile e un altro elemento di disturbo, a mio avviso, è stata la location NON-Elba.. non mi sarei aspettata di vedere i protagonisti così felici e finalmente realizzati (?) in un altro luogo.
Per me L’Isola è finito quasi in un sogno, pur partendo da una situazione reale e concreta, la storia si incastra perfettamente in un finale onirico che non riesco ad assimilare.. ..l’idea che Muzio trova questo posto da rilevare che capita a fagiolo, Al ed Emi che si licenziano, la madre di lui col poliziotto in pensione, Al che trova la sua metà, Barbara che torna al momento giusto, etc.. tutto troppo confezionato (a parte un morto per stupidità, ma che viene presto dimenticato)

Per me, onestamente, i personaggi sono rimasti lì, un po’ incerti sul da farsi, lontani tra di loro, ma vicini nei cuori, sono rimasti lì, prima di approdare al MuzEmAl.

In parole povere.. dopo che ti sei letto tutto questo interminabile scritto, la tua Opera Prima mi è piaciuta moltissimo, a parte il finale.

In attesa di futuri commenti e di nuove pagine da leggere, ti faccio i miei più grandi complimenti per tutto!

Le Critiche Se Non Sono Spietate Sono Solo Ricami!


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 Oggetto del messaggio: Re: Critica Spietata Su Un Libro Letto d’un Fiato... di Allori F
MessaggioInviato: lun dic 07, 2009 11:24 pm 
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Ciao Federica,
hai ragione sul finale, inizialmente era un altro, in pratica finiva con… (scritto nella mail di risposta )… ma con la consapevolezza di aver fatto un passo dentro se stessi. Finiva proprio così, sicuramente molto più reale e adatto per qualche premio letterario :-))), dicono così quando un romanzo rispecchia meglio il quotidiano.
Poi ho fatto una cosa che uno scrittore serio (infatti non lo sono) non dovrebbe fare (e forse che una casa editrice grande avrebbe corretto), mi sono affezionato troppo ai personaggi, a quei tre stronzetti, e quel maledetto orizzonte confine tra cielo e mare, essenza del sogno, mi ha spinto a sceneggiare una forte rivincita, tutto e di più.
Il sogno ha preso il sopravvento (finale troppo americano in questo senso???!!!).
Una rivincita fuori dall'Elba però, perchè in quel periodo mi soffocava come le persone, ma guarda caso in un'altra isola dove il confine è lo stesso, l'orizzonte, quella parte definita e visibile agli occhi, ma raggiungibile solo con la fantasia… dove la fuga è sempre il sogno.
I tre bastardelli hanno intrapreso un viaggio, il loro viaggio, il loro sogno… e poi chissà se non torneranno sulla loro prima isola, magari dopo una decina di anni.
Porto Azzurro lo troveranno cambiato, senza la nava che attracca, le telecamere in tutto il paese, le fontane che "allagano" il lungomare, la piazza maculata in cotto manco fosse Siena, le oasi in mezzo con le palme di trenta metri, il monte quasi senza la croce e la gente, sempre la stessa, e i ruoli sempre gli stessi ... e loro???.
Forse ho voluto troppo bene a Emilio, Alfio e Muzio, anche perchè hanno vissuto qualcosa che cercavo anche io, un mio sogno, e li ho caricati di certe “mie cose” pur distribuendole sui personaggi.
Ancora oggi non me lo spiego il cambio di registro sul finale, effettuato in corsa mentre scrivevo, invece di mettere la parola fine, ho cambiato mezzo capitolo e ne sono usciti degli altri.
Quello che avevo definito nella mia testa in maniera naturale si è trasformato.
Però credo ne uscito un finale altrettanto “cercato e voluto” (sono di parte), comunque a cui tengo, così a sentir qualcuno la parte dell'addio al paese di Emilio è quella che colpisce di più, quando parte e ripercorre le vie del paese e la sua infanzia... un punto di partenza spero del nuovo romanzo, qualche capitolo è già scritto.
Grazie Federica della critica, i ricami non mi sono mai piaciuti e generalmente stuccano.

Federico


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