La questione è longonese e non lo è. E' longonese perchè si parla del Monte della Croce, non è longonese perchè tale destino lo hanno anche altri simboli della tradizione, in molti altri posti. Il nostro non è di certo un caso isolato e si presta a considerazioni anche di carattere generale.
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Indifferenza congenita"... non lo sò, sicuramente "radicata" ed in via di sviluppo. "
Domani non degneremo di uno sguardo il vicino di casa che ci crepa davanti?" Già succede in altre realtà. Se non si cambia registro, presto o tardi, arriverà anche da noi. Per "
inventarsi di tutto per reperire i fondi e la mano d'opera per riscoprire il proprio passato" ci vuole la cultura e la volontà. Nel nostro piccolo e misero caso non sembra esserci. Ci si impegna molto per quattro troiai, una piazza "Decò", du sfilate, e ... vabò, sorvoliamo... per poi dire che non c'è più una lira e che la croce può polverizzarsi.
Dare la colpa all'amministrazione è fin troppo semplice, sono loro che comandano. Ma non mi stancherò mai di dire che le loro decisioni alla fine sono ben accettate dalla popolazione, così ben accettate da farti sentire una minoranza, ed anche molto ristretta.
Quando si parla di "opposizione", a Longone, vedo una manciata di persone. Non parlo di una opposizione puramente politica, ma di una opposizione ideologica, di opinioni, al di là delle logiche di partito.
Gli interessi appaiono spesso molto legati alla propria sfera personale e difficilmente la maggior parte delle persone guarda al di là del proprio giardino. Vi è poi, almeno per come la vedo io, una sorta di appiattimento culturale, come se pensare al di là dei fabbisogni quotidiani fosse estremamente faticoso.
Discorsi già fatti. Soluzione difficile da trovare.
Voglio citare due righe del Tirreno del 14 Novembre, dove viene pubblicato un articolo a proposito del Monte della Croce. La frase viene riportata come detta dal sindaco:
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Non facciamo demagogia, sta a cuore anche a me la “Croce di Ferro” [...]
Ma non sarà di certo la vicenda della “croce sul monte” che farà vincere le elezioni nel 2012 al Pd nel nostro Comune»
Non si può fare un processo su due righe scritte da un giornalista, però non vedo che c'entrino le elezioni del 2012.
Il problema del Monte diventa un problema politico, lo fanno diventare politico, sminuendone di conseguenza l'importanza, che va ben oltre.
Però una cosa è vera: non sarà di certo la vicenda del monte che farà vincere al PD le elezioni comunali del 2012. Lo hanno detto anche i Maya

Checco