Da Appunti Sociali l'analisi del nostro Checco e Come Volevasi Dimostrare (CVD in matematica) la politica c'entrava anche in questo caso...
Io non c’ero (purtroppo) ed è per questo che non posso addentrarmi nell’analisi di una serata che a detta di molti è riuscita, a sentire altri nel complesso poteva essere organizzata meglio, mentre ad altri ancora non è piaciuta affatto. “De gustibus non est disputandum”, ognuno ha i suoi e che ben venga l’estrema variabilità. Fa colore. E poi, al di là del fatto che uno preferisca un concerto di Stefano di Battista ad un mix di musica da discoteca, l’importante era animare una serata ed offrire qualcosa. Non succedeva da tempo. Se l’evento ha avuto successo non possiamo che rallegrarcene e sperare che non si sia trattato di un finale col botto, perché l’inizio non c’è stato e l’estate è ancora lunga. Manca tutto agosto e, volendo, qualcosina per settembre male non farebbe. Di che parliamo allora? Di politica.
Qualcuno si chiederà che c’entra la politica. La politica bene o male c’entra sempre. Leggi, lavoro, manovre finanziarie, pensioni, tasse, istruzione, salute. La ritroviamo nella qualità (e purtroppo di recente anche nella quantità) di ciò che le persone mettono in tavola. A pensarci bene ogni aspetto della vita è direttamente o indirettamente influenzato dalla politica. Non importa quale sia il livello. Dalla semplice ordinanza comunale alla legge costituzionale tutto ci riguarda, ci condiziona, determina chi siamo, cosa possiamo realizzare, quale sarà il nostro futuro. Non c’è da meravigliarsi quindi se anche una festa d’estate viene letta in chiave politica. E questa chiave ci viene fornita, direi praticamente regalata dagli stessi organizzatori.
Le divertenti osservazioni di Federico pubblicate sul Muzemal qualche giorno fa (e scritte come commento anche su questo blog) ben si integrano con i “particolari” complimenti che il vocalist ieri sera ha elargito nei confronti del nostro paese e della sua amministrazione. Ovviamente i complimenti facevano parte dell’intera performance, della particolare situazione. Diciamo che in questi casi sono praticamente d’obbligo. Però oltre a ringraziare il Comune per la disponibilità ed osannare la bellezza della nostra piazza sul mare, ci si è spinti un tantino più in là. Sembra una sorta di comizio elettorale -oltre che un’assurdità- quando si sente dire che a Firenze non sanno far divertire la gente (a Porto Azzurro invece si) e che -sempre a Firenze- si spendono soldi per “altre cose inutili”.
Il vocalist continua poi con un appello agli amici fiorentini : «[...]
venite a rifarvi gli occhi, altro che Piazza della Signoria e tutte le piazze di Firenze, gestite dai soliti che buttano via i soldi dei cittadini per nulla. Qui (Porto Azzurro n.d.r)
si sanno divertire e lo si vede, e lo si sente [...] » «
Questa è una festa dove non è stato speso un euro dei cittadini grazie agli sponsor. Le amministrazioni comunali serie non prendono i soldi dei cittadini ma li danno a chi ha bisogno. [...]»
A parte il fatto che anche avessero deciso di spendere qualche soldo non avrebbero potuto -a Porto Azzurro non ce ne sono più, ed è ormai noto a tutti-, ma che c’entrava questa parentesi? Senza poi considerare che anche noi longonesi qualche “sprecuccio” tra sfilate, siti web e statue varie l’abbiamo avuto.
A voler esser maligni (ma noi non lo siamo) si potrebbe pensare a qualche suggerimento o comunque all'effetto di una forte concordanza politica tra amministrazione longonese e Radio 54, essendo Firenze governata dai “soliti” di centro-sinistra e Porto Azzurro saldamente e per fortuna in mano al centro-destra.
Checco @pranzosociale.org