“Una favola elbana” con 20 attori

di “La Rotta delle Lingue” Asd-Arci

Una favola elbana

La rappresentazione di “Una favola elbana” è stata il risultato finale di un percorso d’indagine, partito dalla valorizzazione della cultura locale con la lettura del racconto “Sogno Blues” di Federico Regini e la partecipazione dello stesso, nel quale è stato coinvolto un gruppo di 24 ragazzi con le relative famiglie che hanno imparato a leggere insieme, a scrivere insieme e a condividere impegni e responsabilità per il conseguimento di un obiettivo comune. La risposta delle famiglie è stato estremamente positivo.

La sera del 12 giugno il teatro era gremito, posti esauriti, soprattutto da giovani, con una partecipazione quasi inaspettata. Una ventina di attori tra i 12 e i 20 anni hanno commosso e colpito il pubblico con la loro forza e la loro tenacia, riuscendo a comunicare una riflessione sviluppatasi nell’arco di sette mesi di lavoro.

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di Giada Cucchiarelli, Vanessa Orsi e Milena Rossi

Federico Regini

Il 16 Aprile si è svolto presso l’ITC Cerboni di Portoferraio il secondo “Incontro con l’autore” dell’anno scolastico 2010-11, con Federico Regini, ex studente dell’Istituto e attualmente impiegato di banca, autore del libro “L’Isola”, giunto alla quarta edizione.

Il libro, pubblicato nel 2006, è ambientato all’Isola d’Elba, da cui prende il titolo. Esso racconta la vita sregolata di un ragazzo tra esperienze di droga e alcol, comuni, purtroppo, al modo di vivere di molti giovani conterranei. Regini ha spiegato agli studenti che questo libro é stato arricchito da esperienze personali e che ha voluto proprio raccontare un lato dell’isola che non molti non conoscono.

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Regini a scuola

L’autore del romanzo “L’isola” (Il Foglio Letterario Edizioni), Federico Regini, è tornato a scuola, in occasione di un’iniziativa promossa dal professor Fazio Enzo Giorgio, docente di lettere presso l’istituto Itcg “G. Cerboni” di Portoferraio.

Un percorso, quello proposto ai ragazzi, sulla percezione del territorio e sul concetto di identità e soprattutto l’intento di avvicinarli al libro e ad intraprendere con esso un rapporto meno conflittuale.

La scelta del romanzo “l’isola” non è un caso, proprio per i temi affrontanti e per la fruibilità della narrazione capace di attrarre i lettori fino all’ultima pagina.

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Parlamento horror picture show

parlamento horror picture show

Avrò avuto cinque anni, mia madre come di consueto mi portò a fare un giro, abitavamo in un bell’appartamento al settimo piano di un grande palazzo del centro, quelli in edilizia economica popolare.
Sotto il cortile condominiale raccoglieva le auto e le moto e un piccolo giardino con due muretti per sedersi, appena fuori una via di platani costeggiava la strada principale zeppa di mezzi in fila al semaforo, una striscia di verde e di quiete che ci divideva dalla città.
Mia madre camminava lenta ed intonava una canzone dei Ricchi e Poveri osservando leggera i raggi del Sole che trapelavano tra le foglie, mentre sulle panchine una coppia si baciava, una signora ricamava all’uncinetto e il dottor Ugo seduto leggeva il Corriere fumando il suo toscanello con il cane stravaccato a terra come un tappetto peloso.
Erano i primi anni settanta, gli anni della speranza cieca nel futuro prossimo per la mia famiglia, la macchina appena finita di pagare a rate, il frigo e la televisione saldata in contanti, il divano in pelle nella sala e il mutuo non un peso ma un sistema sostenibile per gli anni avvenire, il pensiero di me possibile dottore o almeno diplomato.
Tutto era luce quel giorno nel volto di mia madre, immagini fluide in attesa di sedersi per leggermi una storia, poi una mano a strattonare la sua, il buio sotto i suoi occhi, una voce gutturale, cavernosa, antica come la notte “Enzo, Enzo Guidi, tuo figlio farà una cosa grande per il paese, per il mondo, ma morirà, morirà”.
L’istinto materno ricacciò quella mano ruvida come carta vetro e balzò in avanti, il cuore le pulsava nella gola, poi si voltò.
In terra inginocchiata di fianco alla panchina una fattucchiera indicava con l’indice puntato “Enzo, Enzo Guidi, tuo figlio, farà una cosa grande per l’umanità, ma morirà”.
Non riuscì a rispondere, accelerò il passo per portarsi lontano da quella donna che ancora proferiva quella sentenza, ma non erano tanto le parole ad agitarla quando quella voce agghiacciante, quel volto nodoso come intarsiato nel legno e quegli occhi neri e opachi come il carbone, anche quel dito puntato pareva la punta di una freccia avvelenata indirizzata verso il suo cuore.
Tentò di recuperare l’ultima panchina, quella prossima alla fine del viale e vicina al caos cittadino, si sedette con me di fianco, aprì il libro, provò a leggermi qualche brano, ma era distratta, nervosa, perdeva continuamente il segno e non dava tono e ritmo al racconto.
Decise di riportarmi in casa, il suo sguardo era inquieto, ombrato da strani presagi, utilizzò il marciapiede intorno al palazzo, non si accorse neanche del saluto di Floriana la portiera, tirava nervosa la mia mano come le briglie di un cavallo.
A pranzo ne parlò con mio padre, era sconvolta, non le era mai capitato una cosa del genere, come poteva sapere quella donna il mio nome, lui in compenso si fece una grassa risata e poi con il suo solito fare persuasivo da poliziotto la calmò.
Mia madre morì che avevo venti anni, dopo la sua morte per anni proprio mio padre mi narrò l’episodio, specialmente quando le cose non mi andavano così bene, ovvero spesso, quasi a volermi rassicurare con tono ironico che in base a quello detto dalla fattucchiera una volta che facessi una cosa grande sarei anche morto, quindi meglio farne una buona o media così da non rischiare.
Ora quella cosa grande era arrivata, a poco più di quarant’anni, con la relativa e possibile, se non certa, conseguenza.

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Premio Andalo ospite artista 2010

Premio AndaloFederico Regini terzo classificato a pari merito con una scrittrice al “Premio Andalo ospite artista 2010″, ci siamo divisi il bronzo, non erano due come quelli di Riace, con il racconto “La Barbotta di Andalo”, che narra l’incontro tra uno sciatore spericolato e incosciente e una barbota parlante, anzi balbuziente e un secondo incontro dove… se lo volete leggere ecco il link dove sono presenti anche gli altri racconti http://www.bibliopaganella.it/Bibliotec … tista.html e comunque mi chiamo Regini e non Reggini, almeno sull’attestato non hanno sbagliato.

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E’ stata finalmente fissata la data per la premiazione del concorso letterario “Vivere su un’isola” bandito dal portale turistico Youritaly.it per volontà del suo titolare Gerardo La Barbera, da mesi impegnato al fianco dei giovani elbani. L’evento si terrà martedi primo giugno alle 18, presso la Sala Gran Guardia di Portoferraio. Fra tutte le opere pervenute ne sono state scelte 6, i cui autori hanno saputo meglio interpretare il tema proposto: vivere su un’isola. Due finaliste, Agata Pinto e Irene Adriani, frequentano la scuola media di Portoferraio. Gli altri quattro, Susanna Albanesi, Lisa Adriani, Sara Paglia ed Enrico Lupi, sono invece iscritti alle superiori. “I giurati hanno letto le opere e scelto le più rappresentative – ha detto Leonello Balestrini, coordinatore del progetto – nei prossimi giorni si riuniranno per proclamare il vincitore delle due sezioni.” Ma come si svolgerà la premiazione? “Abbiamo optato per un evento semplice e leggero- ha continuato Balestrini – visto che alcuni dei partecipanti sono molto giovani e che altri saranno impegnati nell’esame di maturità, ma ci tenevamo a dare spazio a uno scrittore elbano che fosse già riuscito a interpretare il tema proposto. Durante la premiazione, infatti, Federico Regini, autore del romanzo “L’isola”, interverrà per presentare “Sogni e dintorni” la sua ultima opera di racconti. Regini è un ottimo mattatore e credo che riuscirà a coinvolgere e ad affascinare i ragazzi.”

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Superate le 3000 copie e quarta edizione

L'IsolaA marzo del 2006 uscimmo con la pubblicazione del romanzo “l’isola” di Federico Regini nella collana Voci della Maremma, per dar voce alle realtà locali e della provincia. Sapevano essere una buona lettura e credevamo potesse riscontrare un buon riscontro di lettori nel territorio di appartenenza, l’isola d’Elba, come infatti è accaduto. Ma è successo di più, non tenevamo di conto che l’Isola d’Elba è una meta turistica e come tale si riempie nel periodo estivo di persone non legate direttamente al contesto sociale e culturale del luogo, fatto sta che “L’isola” ha riscontrato un ampio successo proprio nei confronti di quest’ultimi lettori, come testimoniato anche dagli interventi scritti nel forum dell’autore, dalle vendite on-line del romanzo e dalle richieste ai distributori editoriali della regione, rendendo “L’isola” un romanzo nato in provincia, ma dal respiro nazionale.

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